Nel consulto astrologico, la lettura del Tema Natale non è mai un atto puramente tecnico.
Qualche anno fa, una giovane donna, alla quale ebbi in seguito l’opportunità di interpretare il Tema Natale, prima di fissare il nostro appuntamento mi chiese quale fosse la mia posizione verso le lesbiche.
Se avessi avuto pregiudizi sulla questione, precisò, non avrebbe avuto piacere di farsi leggere il Tema da me.
Quella domanda mi colpì, non tanto per il contenuto, ma per le ragioni che l’avevano resa necessaria: veniva da un’esperienza precedente – che in seguito definì pessima e frustrante – con una astrologa che aveva evidentemente lasciato entrare il giudizio nel consulto.
Se qualcuno mi chiedesse se una persona lesbofobica, omofoba, razzista possa essere un bravo astrologo, risponderei che potrebbe esserlo sul piano tecnico ma risultare pessimo sul piano etico-relazionale.
Storia, arte, scienza e filosofia sono piene di esempi di persone intellettualmente brillanti e moralmente discutibili. Le capacità cognitive, culturali e professionali non coincidono automaticamente con la qualità umana, come abbiamo modo di osservare purtroppo ogni giorno.
Competenza tecnica e qualità del consulto astrologico non sono la stessa cosa
In ambito astrologico, la competenza tecnica riguarda la conoscenza dei simboli, la capacità di collegarli tra loro, la coerenza interpretativa, l’esperienza maturata nello studio e nella pratica.
Questo livello può restare intatto anche in presenza di forti convinzioni personali, di postura mentale rigida o pregiudizi morali.
Ma un astrologo così orientato rischia con molta facilità di distorcere l’interpretazione quando il simbolo tocca ciò che lui giudica, di perdere neutralità nel consulto e di usare il simbolo per confermare le proprie idee invece che per comprendere la persona.
I pregiudizi morali non impediscono dunque una buona lettura tecnica del tema natale ma inficiano la qualità stessa dell’atto astrologico nel consulto.
In questo atto devono trovare spazio neutralità, sospensione del giudizio, capacità di vedere la persona senza filtri personali. E su questo piano che i pregiudizi interferiscono direttamente.
Il nostro modo di praticare l’astrologia – e non solo – non è mai neutro. E’ intriso della nostra visione dell’essere umano.
Fare un consulto astrologico è anche, se non prima di tutto, un atto relazionale. È l’incontro con una persona reale, con la sua storia, le sue scelte, il suo modo di stare al mondo.
In questo spazio, i pregiudizi dell’astrologo non restano sullo sfondo ma filtrano ciò che viene visto, detto e taciuto.
Perché l’etica dell’astrologo influisce sulla lettura del tema natale
Un astrologo con forti pregiudizi può leggere correttamente un tema natale sulla carta. Ma quando il simbolo tocca qualcosa che lui giudica, l’interpretazione cambia tono.
Non perché sbagli tecnicamente, ma perché smette di essere neutrale. Alcuni significati vengono enfatizzati.
Altri vengono ridimensionati. Altri ancora vengono evitati.
La capacità di sospendere il giudizio è invece fondamentale in uno spazio in cui un individuo si espone, si racconta, si affida.
Se l’astrologo non è capace di vedere la persona prima delle proprie idee, il simbolo perde la sua funzione più importante: quella di comprendere, non di giudicare.
Voglio concludere queste mie riflessioni con le parole di Dane Rudhyar.
“Secondo me, lo scopo primo e immediato dell’astrologia non è di predire eventi in termini di probabilità statistiche, ma di portare alle persone confuse, ansiose e spesso distratte un messaggio di ordine, di ‘forma’, di significato della vita individuale e delle lotte nel processo di realizzazione del sé”.



