Il tema natale di Donald Trump – 14 Giugno 1946 – NY (USA)
Già diversi anni fa un gruppo di centinaia di psichiatri americani ha espresso forte preoccupazione per la salute mentale di Donald Trump, arrivando ad affermare, senza mezzi termini, che avrebbe potuto rappresentare un serio pericolo per il Paese.
Più recentemente, accanto all’ipotesi di un disturbo narcisistico della personalità, Claudio Mencacci, autorevole psichiatra italiano, ha richiamato anche il modello del solipsismo, inteso come estremo distacco dalla realtà, assenza di empatia e chiusura egocentrica.
Ora, sappiamo che il tema natale mostra una struttura ma non può dire come quella struttura verrà vissuta nella realtà. Tuttavia i modelli comportamentali descrivono modalità osservabili: come una persona si relaziona, come costruisce la realtà, come esercita il potere.
È su questo piano che anche l’astrologia può offrire una lettura.
Nel caso di Donald Trump, il comportamento è sotto gli occhi di tutti e, quando determinati modelli si manifestano nell’esercizio del potere, cessano di essere semplici tratti individuali e cambiano completamente di peso.
Ritengo che nel tema natale di Donald Trump possiamo riconoscere configurazioni simboliche che descrivono un funzionamento psichico centrato su sé stesso, con difficoltà a riconoscere l’altro come soggetto e una tendenza a costruire una realtà autoreferenziale. Ma non solo.

Il Sole in Gemelli in casa 10 è forte ed enfatizzato. È congiunto a Urano, opposto alla Luna, in sestile a Marte e in trigono a Giove. Si tratta quindi di un Sole molto dinamico, capace di imporsi e di occupare la scena, ma allo stesso tempo inserito in una configurazione che tende a non esporsi fino in fondo al confronto reale.
La combinazione di questo Sole con l’Ascendente Leone e Marte congiunto all’Ascendente descrive un’identità fortemente esposta e autoaffermativa.
Il modo di stare al mondo passa attraverso l’azione diretta, la competizione, la necessità di affermarsi. La visione del mondo non è neutra ma è un campo in cui misurarsi, imporsi, vincere.
Marte, congiunto all’Ascendente, può essere letto anche come punto di scarico della tensione tra Sole e Luna: ciò che non trova integrazione interna tende a tradursi in azione diretta.
Mercurio è in Cancro, in aspetto dinamico con Giove e con Nettuno. Questo introduce una modalità percettiva fortemente soggettiva.
Il pensiero non è distaccato ma coinvolto, filtrato dall’esperienza emotiva.
L’aspetto con Giove può esprimersi come oscillazione tra insicurezza e bisogno di affermare la propria visione, fino a trasformarla in verità da sostenere.
Quello con Nettuno rende il confine tra percezione e realtà più labile. Ciò che è sentito interiormente può sovrapporsi a ciò che è verificabile, quando non deformarlo.
Ne risulta una costruzione della realtà in cui l’elemento soggettivo non è solo presente ma dominante.
Plutone in dodicesima casa in Leone introduce un livello più profondo. Il tema del potere non è completamente consapevole. Quando questa energia non viene riconosciuta, non si integra ma si agisce, e può tradursi in dinamiche di controllo esercitate più che viste.
Plutone diventa più critico quando non è bilanciato da funzioni che introducono senso di realtà e significato. In questo tema, Giove e Saturno sono in quadratura tra loro. Questo rende più difficile sia l’attribuzione di significato sia il confronto con il limite, lasciando il tema del potere meno regolato e più facilmente agito.
Il tema è fortemente concentrato nella parte sinistra. Questo indica una modalità di funzionamento centrata sull’iniziativa personale, sull’azione diretta, sulla tendenza ad agire a partire da sé più che in risposta all’altro o al contesto.
Quando questa configurazione è così marcata, il rischio non è l’assenza di relazione, ma il fatto che la relazione non diventi realmente strutturante. L’esperienza tende a essere guidata dall’impulso interno, più che modulata dal confronto.
Se determinate modalità di funzionamento, quando agiscono su scala privata, restano circoscritte, quando si esprimono nell’esercizio del potere diventano una questione collettiva. Ed è difficile non provare preoccupazione e disappunto nel constatare quanto poco venga fatto per riconoscerle e limitarne l’impatto, quando le conseguenze possono riguardare tutti.



